Giudicarie Il nome Giudicarie è utilizzato per definire una zona del Trentino occidentale che comprende l’alto corso del Sarca immissario del lago di Garda, dalla sorgente nell’alta Val Rendena fino alla forra del Limarò (mt. 270) e del Chiese fino al suo sbocco nel lago d’Idro (mt. 368). L’origine del termine Il primo utilizzo del nome risale al XIII secolo ma la definizione precisa del territorio compreso nell’area detta delle Giudicarie risale al XVIII secolo quando lo storico locale Cipriano Gnesotti descrisse l’area situata intorno ai fiumi Sarca e Chiese includendovi le sette Chiese principali dette con vocabolo usitato Le Sette Pievi: due sopra il Clisi, e sono Bono e Condino; le altre cinque stanno sulle sponde del Fiume Sarca, cioè Rendena, Tione, Banale, Bleggio e Lomaso. e prosegue affermando che Questa unione di Terre e Villaggi viene denominata Giudicaria, ovvero in termine plurale Giudicarie, … governate dal Vescovo Principe di Trento, il quale si denomina “Marchese delle Giudicarie“. Geografia Il territorio è diviso in Giudicarie interiori ed esteriori. Attualmente le Giudicarie Interiori comprendono: • da un punto di vista geografico la val Rendena (da Passo Campo Carlo Magno al rio Finale), la Busa […] Read More
San Gregorio (Gregorio XIII) Gregorio e la riforma del calendario Al secolo: Ugo Buoncompagni – Nato Bologna, 7 gennaio 1502 Elezione al pontificato 14/05/1572 – Consacrazione: 25/05/1572 Fine del pontificato: 10/04/1585 – Predecessore: papa Pio V Successore: papa Sisto V L’anno giuliano era 11 minuti e 14 secondi più lungo dell’anno solare. Questa differenza, accumulatasi nei secoli, fece sì che nel 1582 l’equinozio di primavera fosse in anticipo di dieci giorni rispetto al calendario e che le feste religiose non cadessero nella stagione appropriata. Per correggere l’errore e riportare l’equinozio di primavera intorno al 21 marzo, come fissato nel 325 dal primo concilio di Nicea, il papa Gregorio XIII tolse per decreto dieci giorni dal calendario; inoltre per evitare futuri sfasamenti egli istituì un calendario, noto come calendario gregoriano, in cui si stabilì che fossero bisestili gli anni divisibili per quattro a eccezione di quelli centenari non multipli di 400. Così il 1600 fu un anno bisestile, ma il 1700 e il 1800 furono anni comuni. […] Read More
Il termine presepe (o più correttamente notare le diverse voci dei dizionari presepio) deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali.. Il presepe antico Per comprendere il significato originario del presepe, occorre chiarire la figura del lari (lares familiares), profondamente radicata nella cultura etrusca e latina. I larii erano gli antenati defunti che, secondo le tradizioni romane, vegliavano sul buon andamento della famiglia. Ogni antenato veniva rappresentato con una statuetta, di terracotta o di cera, chiamata sigillum (da signum = segno, effigie, immagine). Le statuette venivano collocate in apposite nicchie e, in particolari occasioni, onorate con l’accensione di una fiammella. In prossimità del Natale si svolgeva la festa detta Sigillaria (20 dicembre), durante la quale i parenti si scambiavano in dono i sigilla dei familiari defunti durante l’anno. In attesa del Natale, il compito dei bimbi delle famiglie riunite nella casa patriarcale, era di lucidare le statuette e disporle, secondo la loro fantasia, in un piccolo recinto nel quale si rappresentava un ambiente […] Read More
Durante la preistoria, all’epoca degli insediamenti di palafitte di Fiavè (fra il 2500 e il 1200 a.C. ) l’area dove sorge il castello era in « doss » sede di un castelliere comunitario, dove si rifugiavano uomini e greggi in caso di pericolo. I primi dati storici trasmessi da scrittori latini riferiscono che la zona era abitata dai Galli Cenomani e precedentemente dalla popolazione retica Stoni, che ai romani avevano dato parecchio filo da torcere nel 118 a.C., apponendo una resistenza talmente eroica da suscitare l’ammirazione del console Quinto Marzio Re che esonerò dalla schiavitù i sopravvissuti. Occupata la zona, i Romani posero presidi militari a Vigo e in altri punti strategici sotto il commando della Tribù Fabia, che durò cinque secoli fino alla caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C.Sull’antico castelliere costruirono un campo trincerato e una torre di guardia che controllava il guado del torrente Duina di cui passava una strada importante. Lucio Macrino della tribù Fabia dedicò al dio Silvano, patrono delle foreste, un’ara costruita nei boschi intorno al castello, che vennero considerati sacri. Nel medioevo, Ostrogoti, Longobardi e Franchi si avvicendarono nella zona lasciando la loro impronta nella lingua, nelle usanze, nell’arte e negli utensili ritrovati […] Read More
Le origini di san biagio Biagio, vescovo, martire e santo per i cattolici, visse tra il III e il IV secolo a Sebaste in Armenia (Asia Minore). È venerato come santo dalla Chiesa cattolica (che celebra la sua memoria il 3 febbraio) e dalla Chiesa ortodossa. Era medico e venne nominato vescovo della sua città. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani, durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana; per punizione fu straziato con i pettini di ferro, che si usano per cardare la lana. Morì decapitato nel 316. San Biagio muore martire tre anni dopo la concessione della libertà di culto nell’Impero Romano (313). Una motivazione plausibile sul suo martirio può essere trovata nel dissidio tra Costantino I e Licinio, i due imperatori-cognati (314), che portò a persecuzioni locali, con distruzione di chiese, condanne ai lavori forzati per i cristiani e condanne a morte per i vescovi. Reliquie Il corpo di san Biagio fu sepolto nella cattedrale di Sabaste. Nel 732 una parte dei suoi resti mortali furono imbarcati, per essere portati a Roma. Una tempesta bloccò il viaggio a Maratea, dove i fedeli […] Read More
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