Beppe Baroldi, scartabellando tra i vecchi documenti di suo zio Livio, ha trovato un antico quaderno manoscritto, abbastanza ben conservato, anche se non integro perché ne sono state strappate le ultime pagine, che porta sul frontespizio il titolo: Cronistoria Campana dei caduti di Favrio. Si tratta di un documento estremamente interessante per il periodo in cui è stato compilato, dal 1926 al 1930, per i protagonisti che vi compaiono, ai giorni nostri tutti scomparsi, ma dei quali sicuramente qualcuno a Favrio ancora si ricorda, e per alcune notizie che non concordano in maniera precisa con quanto riportato finora sulle pubblicazioni che riguardano in qualche modo l’argomento. È necessario precisare che, durante la Grande Guerra, tra il 1917 e il 1918, per fabbricare cannoni, il Governo Austro-Ungarico aveva requisito tutte le campane, esclusa una, dei nostri campanili. Quella rimasta a Favrio è chiamata, per questo motivo, ‘’la campana vecia’’. Terminato il conflitto, dotare il campanile di nuove campane rappresentava, quindi, una delle esigenze più sentite dalla popolazione.Era altrettanto sentita la necessità di ricordare in maniera significativa i caduti in guerra, o per cause di guerra, del paese.Il quaderno inizia con questo documento. Favrio 3 ottobre 1926 Il Comitato pro Caduti formato da Filippi Giuseppe, Baroldi Placido, Franceschi Paolo, Mansueto Lorenzi, Biagio Franceschi, Virginio Baroldi, […] Read More
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