Alla fine del 1800 sorsero, nel territorio dell’attuale Comune, quattro caseifici turnari, precisamente a Fiavé, Favrio, Stumiaga e Ballino. In un locale dotato della necessaria attrezzatura (focolare, caldaia in rame ecc..), in origine di proprietà privata, in seguito di proprietari frazionale, veniva due volte al giorno conferito il latte di tutti i produttori ed a turno, con cadenza dipendente dalla quantità di latte prodotta, ogni famiglia provvedeva alla lavorazione del latte stesso, portandosi a casa il burro ed il formaggio della giornata. I prodotti erano, per la quasi totalità, destinati all’autoconsumo: il formaggio veniva stagionato, il burro, per poter essere conservato, veniva cotto. Dopo la prima guerra mondiale compare la figura del “casaro” che provvedeva alla lavorazione del latte i cui prodotti erano comunque a turno di ogni famiglia che, il giorno della “caserada” doveva fornire la legna necessaria per produrre il formaggio ed invitare il casaro a pranzo. Una “casareda” all’anno ( a Favrio il giorno di S.Antonio) era destinata al parroco od al curato. Il compenso del casaro consisteva in circa il 10% del prodotto che rimaneva di sua proprietà. Il latte venica munto e portato al caseificio due volte al giorno e l’edificio […] Read More
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