Mi sembra importante ricordare, come testimonianza di un passato che diviene sempre più lontano e rischia l’oblio, alcuni fatti che ho conosciuto attraverso i racconti di mio padre e dei miei zii che li avevano vissuti. A Favrio, sul prato detto «alla croce», non lontano da dove poi fu costruito il capitello della Madonna, esisteva un avvallamento chiamato el cèso dei rusi. Tale nome derivava dal fatto che proprio in quel posto erano state un tempo collocate le latrine dei prigionieri di guerra russi. Già nel primo anno di guerra, nel 1914, l’esercito austroungarico aveva catturato in Galizia decine di migliaia di prigionieri che erano stati distribuiti in varie zone dell’impero e quindi anche nella nostra valle. Non ho notizie precise relative agli altri paesi, ma di sicuro erano presenti a Vigo Lomaso, come testimonia don Lorenzo Dalponte in un suo scritto. A Favrio comunque ce n’erano almeno una trentina ed erano tutti alloggiati nel sottotetto della scuola. L’esercito li impiegava come operai per la realizzazione di strade militari e di trincee. Vale la pena di precisare che per l’ esecuzione di tali opere oltre ai prigionieri venne precettata anche parte della popolazione civile, quasi esclusivamente donne perché gli uomini validi erano stati richiamati sotto le armi: mia zia Bianca, […] Read More
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